Temporary Blog

Alice attraverso i libri

06/02/2010 · 5 Comments

Adoro i meme. Adoro i libri. Adoro parlare di me, specie se tra le righe. Vi sfido.

SEI UN UOMO O UNA DONNA?
Middelsex – J. Eugenides

DESCRIVITI:
L’assassina letterata – E. Vila- Matas

COME TI SENTI?
Un giorno questo dolore ti sarà utile – P. Cameron

DESCRIVI DOVE VIVI AL MOMENTO:
Kitchen Confidential – A. Bourdain

SE POTESSI ANDARE OVUNQUE, DOVE ANDRESTI?
I segreti di New York – C. Augias (ehehe troppo facile)

COSA AVRESTI VOLUTO FARE DA GRANDE:
La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo – A. Niffenegger

LA COSA CHE TI FA SOFFRIRE MAGGIORMENTE:
L’assenza dell’assenzio – A.G. Pinketts

UNA COSA CHE NON FARAI MAI:
Sabotaggio d’amore – A. Nothomb

TU E IL/LA TUO/A MIGLIOR AMICO/A SIETE..?
Lolita – Nabokov

La ragazza che giocava col fuoco – Larsson

COSA TI MANCA:
Il danno – J. Hart

LA STAGIONE IN CUI TI SENTI PIU’ VIVO:
L’amore al tempo del colera – G. Garcia Marquez

MOMENTO PREFERITO DELLA GIORNATA:
Il meglio che possa capitare a una brioche – P. Tusset

SE LA TUA VITA FOSSE UNO SHOW TELEVISIVO, COME SI CHIAMEREBBE?
La scopa del sistema – Foster Wallace

CHE COS’È LA VITA PER TE?
Esercizi di stile – Queneau

UN ANNO CHE NON SI PUO’ DIMENTICARE:
Cent’anni di solitudine – G. Garcia Marquez

LA TUA RELAZIONE:
Le affinità elettive – Goethe

HAI PAURA DI..?
Che tu sia per me il coltello – D. Grossmann

IN ALCUNI MOMENTI TI SENTI…
Almost blue – Lucarelli

UN LUOGO IN CUI NON SEI MAI STATO:
L’isola di Arturo – Morante

MEZZO DI TRASPORTO PREFERITO:
Odissea – Omero

QUAL È IL MIGLIOR CONSIGLIO CHE TU POSSA DARE?
Molto forte, incredibilmente vicino – Jonathan Safran Foer

UNA COSA DI CUI SEI CONSAPEVOLE:
Il mio nome è nessuno

OGNI TANTO PENSI CHE…
Lettera a un bambino mai nato – O. Fallaci

DI COSA HAI BISOGNO IN QUESTO MOMENTO:
Io, Rocco – R. Siffredi (ahahah)
OGNI TANTO TI DOMANDI…
Il buio oltre la siepe – H. Lee

PENSIERO DELLA GIORNATA:
Un marito ideale – O. Wilde

SE POTESSI RIAVERE INDIETRO QUALCOSA DALLA VITA COSA VORRESTI?
Il profumo – Suskind

IL TUO MOTTO:
Leggeri libertinaggi sabbatici – M.Abad

Colgo l’occasione libresca per segnalarvi questa bella iniziativa: Leggere, leggere, leggere!

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Arepas venezolanas…que rico!

04/02/2010 · 2 Comments

Le arepas sono il piatto simbolo del Venezuela. Sono molto semplici, vengono preparate con la farina di mais, e sono il piatto quotidiano sulla tavola di ogni venezuelano. Si possono mangiare per colazione, pranzo e cena.

La farina per prepararle si chiama Harina PAN, è esportata dal Venezuela in tutto il mondo, non è facilmente reperibile nei supermercati, ma si può comprare in internet su Plaza Latina, che ha anche una sede a Milano, vicino a Moscova.

Le arepas sostituiscono il pane, sono come delle specie di tigelle, e si possono farcire a piacimento: io personalmente le ho sempre mangiate con uova strapazzate, prosciutto e formaggio, e sono spettacolari. Altrimenti, una delle ricette tipiche le propone con la carne machada, che però non ho mai assaggiato.

Le arepas sono relativamente semplici da fare, servono pochi ingredienti, ma per confezionarle e cucinarle ci vuole un po’ di attenzione. Ci sono diverse ricette e diversi modi per cucinarle, a seconda dell’area geografica. Si possono friggere o cuocere al forno, ma sull’isola di Margarita le fanno semplicemente in padella.

Per 4 piccole arepas

1 tazza di acqua

3/4 di tazza di farina

1 pizzico di sale

facoltativo: 1 giro d’olio

facoltativo: 2 cucchiaiate di parmigiano

Versare tutti gli ingredienti in una ciotola e lavorarli con le mani, mescolare fino ad ottenere una pasta consistente e soffice che non rimane incollata alle dita. Dividere l’impasto formando delle palle di circa 5 cm di diametro,  e schiacciarle piano con i palmi della mano, appiattendole e dandogli una forma rotonda. Metterle su una padella antiaderente calda e girarle dopo 5 minuti, facendole aderire bene al fondo. Attenzione perchè bruciano con facilità.

Si servono poi calde, si tagliano e si farciscono. DELIZIOSE.

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Conversation Exchange

02/02/2010 · 4 Comments

Comunicazione di servizio. Volete parlare in una lingua diversa dalla vostra ma non avete voglia investire il vostro denaro in un corso? Volete rinfrescare la vostra pronuncia prima di una vacanza? Volete fare nuove amicizie? Volete imparare lo slang più giovanile?

Ecco la soluzione: Conversation Exchange.

Di cosa si tratta? Di un sito completamente gratuito che ti permette di entrare in contatto con persone che vogliono imparare la tua lingua, e in cambio ti insegnano la loro. Ci si può incontrare, se si vive nella stessa città, oppure si può chattare, telefonarsi o scriversi, a seconda delle esigenze.

Mi ci sono iscritta per tenere vivo il mio inglese in attesa di tornare a NY, e sono subito stata contattata da un ragazzo californiano che vuole conoscere le basi dell’italiano per sopravvivere durante una vacanza nel belpaese l’estate prossima. in cambio, mi corregge i tempi verbali e mi spiega le espressioni che non conosco bene. Ovviamente, possiamo solo chattare e telefonarci, l’unico ostacolo sono le 9 ore di fuso, ma stiamo cercando di organizzarci.

Stasera, invece, ho avuto il mio primo aperitivo linguistico! Mi sono incontrata con Alex, una deliziosa ragazza che viene da Philadelphia e che ama l’Italia. Sta cercando in ogni modo di trasferirsi qui, infatti abbiamo pensato di scambiarci il passaporto, per superare tutte le difficoltà dei visti, dato che io voglio trasferirmi negli USA!

Sono sempre scettica su questi appuntamenti al buio, ho il terrore di finire sgozzata in qualche cassonetto, oppure mi immagino bloccata da qualche parte con un essere noiosissimo che ha un unico argomento di conversazione, tipo i gatti, o i francobolli, o le comunicazioni via radio. Mi è già successo.

Invece, sono rimasta piacevolmente sorpresa: ho avuto il piacere di conoscere una ragazza simpaticissima, molto attenta ad aiutarmi con l’inglese, pronta a correggermi ma senza essere pedante, e che parla anche un ottimo italiano!

Insomma, ho una nuova amica, ho la possibilità di parlare inglese, di migliorare la mia pronuncia, e di parlare con un madrelingua, conoscendo quindi tutti i modi di dire e le parole più giovanili! Lo consiglio a tutti!

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Dos gardenias para ti

28/01/2010 · 3 Comments

Dos gardenias para ti
con ellas quiero decir
te quiero, te adoro, mi vida.
Ponles toda tu atencion
porque son tu corazon y el mio.

Dos gardenias para ti
que tendran todo el calor de un beso
de esos que te di
y que jamas encontraras
en el calor de otro querer.

A tu lado viviran y te hablaran
como cuando estas conmigo
y hasta creeras
que te diran te quiero.

Pero si un atardecer
las gardenias de mi amor se mueren
es porque han adivinado
que tu amor se ha marchitado
porque existe otro querer.

Dos gardenias by Ibrahim Ferrer

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10 giorni a NewYork

25/01/2010 · 4 Comments

Queensboro bridge…the 59th street bridge

New York!!!!
Concrete jungle where dreams are made of,
There’s nothing you can’t do,
Now you’re in New York!!!

Lines

Ducks @ Prospect Park

Pastrami @ Katz’s Delicatessen… delicious!

When Harry Met Sally…

Baklava… mmmmmmm!

turkish coffee

Tod’s Point

Reflection

lei mi amava mi odiava mi amava

movement

light..with my new polarized filter (by B&H)

you and me

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Greenwich Point Park

20/01/2010 · 4 Comments

“Il paradiso lo preferisco per il clima, l’inferno per la compagnia.”

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Manhattan

19/01/2010 · Leave a Comment

“Beh, è che io finalmente ebbi l’orgasmo e il mio medico mi disse che era di tipo sbagliato.”

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Milano all’alba

13/01/2010 · 5 Comments

In partenza…

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Il mio nuovo Mac

10/01/2010 · 2 Comments

Già dal titolo avrete capito che il magico sistema di coccolare il vecchio pc non ha funzionato tanto bene. Ora ho un nuovo computer. Un MAC. Poi vi dirò com’è!

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Il malocchio del computer

09/01/2010 · 4 Comments

Questa è una di quelle che storie a cui nessuno crederà. Ma è vera.

Il mio portatile, oggi, sabato 9 gennaio, ha deciso di creare problemi. È divertente notare come si tenda ad attribuire una personalità e delle intenzioni ad un oggetto; però devo ammettere che il computer sembra vivere di vita propria, a volte. E sicuramente, è uno strumento del diavolo.

Ho acceso il computer, vado a fare pipì, torno, e il pc non è partito. Boh. Spengo e riaccendo. Dopo dieci secondi il silenzio è squarciato da un lacerante BI BI BIIIIIIP. Molto minaccioso. Io scoppio a piangere. Ovvia reazioni isterica di chi mantiene metà delle sue relazioni sociali attraverso il pc (mio padre, il mio ragazzo, molti amici lontani) e di chi sta scrivendo una tesi, con il suddetto pc.

Inizio ad accenderlo e spegnerlo, a parlargli, a ricattarlo. Ho pensato se potesse avere un senso dire una preghierina. Ho resisito. Ho chiamato Giuppi, che è a Madrid, sempre piangendo, dando a lui e all’universo la colpa di tutto. Nel frattempo, tra l’altro, Facebook sul cellulare non funzionava. Il mondo informatico si stava ribellando contro di me. Riuscite a immaginare le proporzioni della tragedia?

Le provo tutte: togli l’alimentatore, poi togli la batteria, poi rimettili, e accendi. Niente. Togli la batteria, lascia l’alimentatore, e accendi. Niente. Spegni tutto, stacca tutto, tieni premuto il tasto di accensione per 60 secondi, poi accendi. Niente. A quel punto, sempre tra le lacrime, ho iniziato a sfottere Giuseppe e chiedergli se non era il caso di fare tre inchini alla luna o qualcosa di simile.

Disperata, ormai certa di aver perso tutto, inizio a chiamare mia mamma per convincerla ad andare a comprare un computer ora. Nel tormento, accendo la tv e guardo Verissimo, sperando che la Toffanin incinta mi risollevasse il morale. Niente. (Be ma per forza, dopo aver sentito “è il ciuffo rock and roll più folle d’Italia..Little Tony” uno come fa a non ammosciarsi?)

Giuppi mi richiama: “Forse c’è un sistema. È un po’strano. Però su internet dicono che funziona. Proviamo. Devi prendere il pc, acceso, e metterlo dentro il piumone, come un fagotto, in modo che le ventole non funzionino e il tutto si surriscaldi.”

Alice: “….????”

Giuseppe: “si si, in pratica c’è un pezzo nel portatile che si è dissaldato e forse scaldando il pc si auto- salda”

Alice: “gli devo pure cantare la ninna nanna?”

Giuseppe: “Ah, cosa importante. dov’è l’estintore?”

Alice: “è davanti all’ascensore….ma perchè?”

Giuseppe: “eh..potrebbe prendere fuoco..facci attenzione eh”

Inutile descrivere il mio scetticismo. Aspettiamo mezz’ora. Ormai non so più se piangere o ridere, perchè la situazione è sgradevolissima ma anche ridicola.

Accendo.

Parte.

Giuro, è partito!!!! La prossima volta io e il pc andiamo in pellegrinaggio da Padre Pio, e non ditemi più che l’informatica è una scienza sicura!

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