Visto il successo del primo quiz, eccone un altro!
Cosa sono questi due misteriosi fiorellini? Per scoprirlo aprite il resto dell’articolo!
Visto il successo del primo quiz, eccone un altro!
Cosa sono questi due misteriosi fiorellini? Per scoprirlo aprite il resto dell’articolo!
Categories: Quiz
Tagged: funny, Oggetto misterioso, Quiz
Sapete già che Union Square è in assoluto la mia piazza preferita. Ma c’è un altro posto speciale che è entrato nel mio cuore in questa vacanza, ed è Bryant Park. Si tratta dei giardinetti (che qui definiscono french style) dietro la Public Library, davanti all’ufficio di Giuppi e molto vicini alla mia scuola.
Il giardino è in realtà uno spiazzo con aiuole e tavolini e spesso vado li coi miei compagni di classe per pranzare insieme, ognuno col suo panino.
All’entrata del giardino c’è una panchina con questa targa “In memory of Ben Gordon, a proud new yorker”. La frase, così semplice e bella, mi ha colpito molto, ma ho cercato informazioni su questo cittadino orgoglioso, invano. Ben Gordon risulta essere un giocatore di basket, ma non risulta morto! Qualcuno ne sa qualcosa???

Bryant Park in questa stagione prenatalizia si arricchisce con una bella pista di pattinaggio sul ghiaccio, circondata dal mercatino più internazionale che ci sia. Gli stand vendono prodotti artigianali di ogni parte del mondo: ci sono le matrioske,le decorazioni per l’albero (quest’anno spopola Hello Kitty, super kitch!), i cappelli di lana, il venditore di popcorn di ogni gusto (riesco a immaginarne solo due o tre, ma ne vedo almeno una decina sul banchetto), tappeti persiani, sari indiani, saponi dalla Francia (non sapevo che fossero un popolo famoso per i saponi), tanti diversi stand di gioielli. Io ho comprato per Giuppi un paio di guanti con la forma della zampa di un orso!

Ogni giorno faccio una passeggiata tra le bancarelle, sia perchè non sempre sono tutte aperte e quindi ogni volta ce n’è nuove da scoprire, sia perchè sono tentata dal comprare mille cose e alla fine rimando ogni volta. Riuscirà la nostra eroina a comprarsi qualche ca**ata in questi ultimi 6 giorni?
Nonostante io sia stata a New York tante volte, avendo sempre vissuto in un’altra città non ho mai fatto vita da newyorkese, non sono mai andata al cinema, raramente cenavo in città.
Questa volta invece, grazie al fatto che frequento la scuola e che Giuppi lavora vicino a dove studio, ho più occasioni per fare cose in città.
Innanzitutto, adoro inizi. are la giornata, appena scesa dal treno, con un croissant e un the caldo comprati direttamente in stazione, e camminare fino alla scuola sbocconcellando la fragrante brioche.
Sono tra le prime ad arrivare a scuola, mi siedo, faccio due chiacchiere, poi si inizia a studiare.
Dopo scuola, spesso i miei compagni organizzano delle attività insieme per continuare a parlare inglese e volentieri mi aggrego, anche perchè di solito ci sono solo i più simpatici.

A volte ci si limita a pranzare insieme: quando fa bel tempo possiamo mangiare sui tavolini di Bryant Park e ci si sente davvero integrati nella città. È bello confrontarsi, siamo persone molto diverse, veniamo da ogni parte del mondo, con una visione personale della vita: in queste due settimane ho scoperto religioni di cui ignoravo l’esistenza, ho visto dimostrazioni di sport che conoscevo solo di fama, ho assaggiato cibi spaziali che non avevo mai provato, ho sentito storie assurde.

L’altro giorno dopo un pranzo in compagnia, siamo rimasti in tre e abbiamo iniziato a passeggiare per la città chiacchierando: la conversazione era così coinvolgente che Carlos, che aveva detto che sarebbe rimasto solo fino all’altezza di casa sua, si è dimenticato di fermarsi ed ha proseguito per più di 10 blocks senza accorgersene minimamente! Alla fine abbiamo passato insieme tutto il pomeriggio, vagando fino a capitare a Union Square, che è sempre la mia piazza preferita. Abbiamo perso un sacco di tempo a giocare con gli scoiattoli, che qui sono numerosi come i piccioni a Milano. Poi abbiamo chiacchierato con i gestori delle bancarelle più carine: ho sempre pensato che chi fa il venditore ambulante dovesse essere una persona socievole e simpatica, ma non sempre è così.

La conversazione con i miei amici ha toccato le più disparate tematiche, dalla tragedia dell’11 settembre a quanto ci piace Obama (e quanto piaccia in generale ai newyorkesi), dal matrimonio all’architettuta della città. Abbiamo passato svariati minuti a chiederci cosa fossero il fumo, la scultura e i numeri sulla facciata del palazzo in fondo alla piazza. Le risposte plausibili sono: è una scultura, è una meridiana, è un contatore di qualcosa. Magari posso istituire di nuovo il quiz per l’oggetto misterioso. Chi sa cosa sia questa facciata lo scriva e avrà un premio!!!

Dopo la passeggiata (che è durata più di 3 ore), ho raggiunto Giuppi sotto il suo ufficio e insieme siamo andati al cinema, a vedere This is it, il documentario su Micheal Jackson che racconta i preparativi per il concerto che averebbe dovuto tenere a Londra. Il film mi è stato consigliato dalla mia insegnante, che mi ha detto che sarebbe stato perfetto per i musicisti;quindi ho pensato che sarebbe piaciuto a Giuppi. Però mi trovo costretta a correggere Donna, perchè il film è interessante solo ed unicamente per i fan di Micheal Jackson: si tratta di una decina di canzoni e di come era stata organizzata per queste canzoni la scenografia e il balletto del concerto. Micheal è presente a tutte le prove, balla, canta e si confronta con musicisti e ballerini, dicendo la sua su tutto. La cosa che mi ha colpito di più è la qualità di Jackson come ballerino: pur essendo completamente primo di muscoli quando balla i suoi movimenti sono fluidi, naturali e più espressivi di tutti i muscolosi ballerini che, dietro di lui, cercano di imitarlo; è possibile distinguerlo in mezzo a tutti gli altri, perchè lui è l’unico che sente il movimento. Lui percepisce la musica con il corpo, si muove costantemente, è in grado di inserirsi nel bel mezzo di un movimento, lui possiede il ritmo. Come un jazzista, che fa il suo assolo sulla melodia fissa degli altri strumenti, MJ può improvvisare i suoi movimenti sulla base di un balletto da lui inventato e dagli altri eseguito.

L’altra cosa pazzesca è come si vestiva: in alcune scene indossa dei pantaloni arancioni, una maglietta turchese e una giacca doppiopetto argentata. È solo un esempio delle sue incredibili mise, assolutamente fuori moda ma su di lui così stilose e originali. È certo che solo lui può indossare dei vestiti così!!
Il cinema a New York è una figata: ci sono milione di sale, per cui i film più importanti li danno anche ogni 15 minuti, anche 20 volte al giorno. E ci sono proiezioni anche la mattina, che secondo me è comodissimo.
La nostra serata comunque non è finita, perchè il programma era di andare a sentire il concerto jazz del ragazzo della mia amica, Costanza, in un piccolo locale del Village dall’evocativo nome “Small”. Abbiamo avuto serie difficoltà a trovare il posto, perchè anche la porta era piccola, mentre i prezzi decisamente erano grandi. Siccome avevamo fame abbiamo deciso di rimandare l’eventuale entrata nel locale e di cercare un ristorante in zona…

L'oggetto misterioso
Cari amici, ecco a voi una sfida! Cos’è l’oggetto misterioso nelle foto? (more…)