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Comida española

26/02/2010 · Leave a Comment

In principio fu la sangria.

Una cara amica è tornata da Madrid, dove ha vissuto sei mesi. E’ tornata con un pizzico di nostalgia, tanti ricordi, un sorriso aperto alle novità e la ricetta della sangria.

Un vecchio amico incontrato per caso ha seguito la τύχη.

Un nuovo amico ha lanciato la sfida sulla sangria migliore.

Io ho proposto una cena spagnola.

Intanto ecco il pane alle olive e le schiacciate, che non saranno proprio spagnolissime ma come antipasto ci stanno bene.

l’ospite accanto al pane è Pedro Miguel

prova della mollica passata

Tortilla di patate e cipolle

8 uova, 6 patate, 1 cipolla

Spaghetti integrali ai frutti di mare. Piccanti.

Crema catalana

500 ml latte, 1 pezzetto di cannella, 4 tuorli, 100 gr zucchero + q.b. di zucchero di canna, 1 limone, 1 cucchiaio di farina

Mettere sul fuoco il latte con la scorza del limone e il pezzetto di cannella, far scaldare ma non bollire. Lavorare i tuorli con lo zucchero e con la farina fino a ottenere una crema chiara, morbida e ariosa. Filtrando le scorzette e la cannella, versare il latte sulle uova e rimettere il tutto sul fuoco. Portare a ebollizione e lasciar bollire un paio di minuti, finchè la crema non cambia consistenza. Versare in 4 coppette, far raffreddare e mettere in frigo. Al momento di servire, spolverare uno strato sottile di zucchero di canna e caramellare con apposita fiamma ossidrica. Lasciar indurire, spaccare e mangiare!

Con gli albumi avanzati dalla crema avevo preparato anche le lingue di gatto. Ho dimenticato di servirle. Galvanizzati dalla fiamma ossidrica ho rimosso i biscottini. Chiedo scusa agli ospiti. Però le sfoggio lo stesso :)

3 albumi, 100 gr zucchero a velo, 100 gr farina, 100 gr burro, 1 busta di vanillina

Lavorate a crema il burro ammorbidito con lo zucchero e la vanillina. Unite un albume per volta e qualche cucchiaio di farina. Amalgamate bene fino ad ottenere un composto cremoso. Ricoprite una teglia rettangolare con la carta forno e servendovi di una tasca con beccuccio liscio fate dei bastoncini lunghi circa 2,5 cm ben distanziati. Infornate a 180° C per 5 minuti.

So che volete la ricetta della sangria…ma non posso mica condividere il segreto! ;)

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Arepas venezolanas…que rico!

04/02/2010 · 6 Comments

Le arepas sono il piatto simbolo del Venezuela. Sono molto semplici, vengono preparate con la farina di mais, e sono il piatto quotidiano sulla tavola di ogni venezuelano. Si possono mangiare per colazione, pranzo e cena.

La farina per prepararle si chiama Harina PAN, è esportata dal Venezuela in tutto il mondo, non è facilmente reperibile nei supermercati, ma si può comprare in internet su Plaza Latina, che ha anche una sede a Milano, vicino a Moscova.

Le arepas sostituiscono il pane, sono come delle specie di tigelle, e si possono farcire a piacimento: io personalmente le ho sempre mangiate con uova strapazzate, prosciutto e formaggio, e sono spettacolari. Altrimenti, una delle ricette tipiche le propone con la carne machada, che però non ho mai assaggiato.

Le arepas sono relativamente semplici da fare, servono pochi ingredienti, ma per confezionarle e cucinarle ci vuole un po’ di attenzione. Ci sono diverse ricette e diversi modi per cucinarle, a seconda dell’area geografica. Si possono friggere o cuocere al forno, ma sull’isola di Margarita le fanno semplicemente in padella.

Per 4 piccole arepas

1 tazza di acqua

3/4 di tazza di farina

1 pizzico di sale

facoltativo: 1 giro d’olio

facoltativo: 2 cucchiaiate di parmigiano

Versare tutti gli ingredienti in una ciotola e lavorarli con le mani, mescolare fino ad ottenere una pasta consistente e soffice che non rimane incollata alle dita. Dividere l’impasto formando delle palle di circa 5 cm di diametro,  e schiacciarle piano con i palmi della mano, appiattendole e dandogli una forma rotonda. Metterle su una padella antiaderente calda e girarle dopo 5 minuti, facendole aderire bene al fondo. Attenzione perchè bruciano con facilità.

Si servono poi calde, si tagliano e si farciscono. DELIZIOSE.

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World Bread Day – Ci sono anche io!

16/10/2009 · 1 Comment

Una delle cose belle del mondo dei blogger è tutto il bailamme di Meme, di eventi, di iniziative, di contest e premi; non vedevo l’ora di cimentarmici pure io, ed ecco l’occasione giusta!

Il World Bread Day, perfetto per me che sono una panificatrice provetta.

Successi

Successi

Ma, come spesso accade, c’è un ma. Avete presente quando vostro figlio fa per la prima volta i versi degli animali, passa le giornate a blaterare come una mucca, vi viene il mal di testa a furia di nitriti e quando volete sfoggiare questa sua capacità, lui, maledetto, tace? Oppure quando siete in macchina col fidanzato, guidate voi e il parcheggio, immenso, vuoto, perfetto, non vi riesce, nonostante voi siate quinto dan di parcheggio in salita a sinistra?

Ecco, il pane non mi è venuto. Io, regina della lievitazione anche in alta quota, che ho fatto il pane per il pranzo di pasqua in america portandomi la farina in valigia e svegliandomi all’alba per impastare, che propongo pani di ogni forma e misura ad ogni cena a cui partecipo! Proprio oggi che serviva, il pane mi ha tradito. Anzi, il lievito mi ha tradito! Chissà se sono ancora in tempo per il Ciofeca Day…sigh.

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