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Amare una persona è…

07/11/2010 · Leave a Comment

Amare una persona è…

Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt’uno con lei,
pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò,
la cosa più importante da fare è…
accettarla così com’è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.

Omar Falworth

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Compleanni

17/10/2010 · 1 Comment

Crescere.

Per me quest’anno crescere significa ammettere di essere piccola. Significa avere la consapevolezza che certe tappe non si possono anticipare, che correre non è sempre salutare, riconoscere che il percorso da fare è ancora lungo, ed è questo il bello.

Crescere significa conoscere. Me stessa. Partendo dal mio corpo, arrivando alla mia anima. Avere l’onestà di parlare con me stessa. Avere l’impegno di dirmi la verità.

Crescere significa essere donna. Prima di altro (fidanzata, madre, lavoratrice).

Crescere significa amare, imparare ad amare nel modo più semplice, imparare ad amare chi hai intorno senza aspettare di avere qualcosa in cambio. Amare e dimostrarlo concretamente. Non sempre basta esserci.

Crescere significa rispettare me stessa. Fare solo ciò che voglio, fare solo ciò che mi fa stare bene.

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Anniversari: 1 anno di blog

11/10/2010 · 5 Comments

Non sono in vena di bilanci. Non ho risposte, ma tante domande. Questo blog è sempre più autonomo da me, va avanti. Con difficoltà a volte, ma anche con piccole belle soddisfazioni.

Cheers, per un altro anno insieme!

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Comunicazione di servizio – Contatti

04/10/2010 · Leave a Comment

Mi sto geekizzando. O nerdizzando, a seconda dei punti di vista.

Quindi, ho esteso la mia presenza a diversi social network e affini. Non sono abbastanza sgamata da saper mettere i bottoncini di lato per andare direttamente al sito desiderato (work in progress con il mio tecnico di fiducia), ma ecco dove potere trovarmi.

TWITTER: rossofragola (brevi pensieri, brevi comunicazioni, brevi riassunti di più ampi concetti)

FRIEND FEED: qui (ancora devo capire bene a cosa serve)

ANOBII: qui (libreria multimediale, può sembrare una cosa inutile invece mi piace molto vedere tutti i miei libri in ordine ed è interessante vedere cosa leggono gli altri, per cui più si è meglio è, fatevi un vostro profilo e condividete la vostra libreria).

Ci si legge!

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Matte: io, te e il filo

28/07/2010 · 1 Comment

18.7.2003 Arco della Pace. Concerto gratuito del cornetto Algida. Ci suona Shaggy e quel cretino che aveva storpiato Light My Fire. Sono con la mia migliore amica Valentina. Passano due ragazzi con dei volantini di un concerto fuori Milano. Iniziamo a chiacchierare, sono Matteo e la sua spalla, Marco. Matteo ha un viso familiare. Scopriamo di vivere vicini e di aver frequentato per alcuni anni lo stesso liceo. E abbiamo una passione comune: Dylan Dog. Matteo trasmette energia, ha una luce negli occhi speciale. Il nostro primo appuntamento, al Libraccio a comprare fumetti usati. Quell’estate strana la ricorderò sempre, fatta di telefonate musicali, di giornate rubate, di focaccia a Santa Margherita. Matteo parte per Londra, torna con la matta idea di andare a vivere da solo. Via Savona 10, tante nottate passate a bere e ballare rock&roll, il criceto Pennylane, il ritorno dei figli dei fiori, gli Afterhours, le Vibrazioni, il Jack Daniels.

Poi la vita va come va, ci si allontana, si fanno amicizie diverse, ci si disperde, pur vivendo a meno di 100 metri di distanza.

La tuke però non si è lasciata fermare da nulla.

Febbraio 2010. Torno a casa dall’università in bici, la vita mi sorride, sto iniziando un nuovo percorso e sono piena di energie. Ripenso ai vecchi amici, ma sono bloccata dal farmi risentire, chissà com’è diverso tutto adesso. C’è il sole e ho la musica nelle orecchie  e nel cuore. All’altezza delle Colonne di San Lorenzo con la coda dell’occhio colgo una camminata nota, una fisionomia nota. Matteo! Rivedersi e sentirsi come se questi anni non fossero passati mai. E guarda caso, lui sta andando verso il libraccio e facciamo la strada insieme, entusiasti di esserci ritrovati, condividendo le ultime novità. Poi una birra un paio di sere dopo. Poi un cinemino. Poi un aperitivo con amici, una serata indimenticabile. E tante altre serate importanti, nei momenti fondamentali, altri cinemini, tante bottiglie di vino, Woody Allen, lo specchio. E poi la notte passata a fare le comparse, nella noia delle 3 di notte, aspettando che Ambra finisse la scena, io e te, UP IN THE AIR. E capirsi, condividersi, influenzarsi, godersi.

Abbiamo tessuto un filo speciale.

Poi io parto. Ma nulla cambia. Ormai ci siamo ritrovati, siamo cresciuti e quello che abbiamo costruito in questo periodo è più forte, più speciale e vero. E’ noi. E’ il nostro filo, che ci fa sentire che l’altro ha bisogno di noi, che ci tiene legati nella distanza. Questo è stato il più bel regalo che ci potessimo fare a vicenda, esserci l’uno per l’altro sempre e comunque, e sentire che non c’è bisogno di spiegare questa cosa, che questo sentimento è nostro, ce lo siamo conquistati e niente ce lo può togliere e nulla lo mette in dubbio.

Continuiamo ad esserci l’uno per l’altra. Il tuo compleanno, la tua laurea, la tesi, Sarah, gli ultimi preparativi e finalmente il GRANDE VIAGGIO. Io c’ero.

Matte deve partire. Deve girare il mondo. Deve viaggiare per amare, deve viaggiare per conoscersi, deve suonare. Deve crearsi una famiglia, una rete di fili d’amore attorno al mondo. E’ partito da solo, con un biglietto del treno, la sua chitarra Viorica, la tenda e 300 cd da vendere. E’ partito con un repertorio di canzoni, il suo bel sorriso e la luce negli occhi. E’ partito con le sue speranze, i suoi sogni, la sua amicizia da donare a chi la vuole. E’ partito e io mi sento male. Ma è il suo dovere, io devo accettarlo e supportarlo. Io sono con lui, sempre. Ero lì a salutarlo sulla banchina del treno, ero con lui sul pulmann che lo ha portato a Lione, la testa appoggiata alla sua spalla guardando fuori dal finestrino. Sarò con lui ogni giorno, tra le risate e le note che lo accompagneranno. (matte, te lo dico, sarò meno con te lunedì, quando farai il muratore per fare qualche soldino..ecco, li io ti guarderò da lontano..ahahah). La speranza è di raggiungerlo per fare un pezzo di cammino insieme.

Matte sta scrivendo del suo grande viaggio sul suo blog, pieno di emozioni e di musica: http://cinematteunplugged.blogspot.com/. Seguitelo! E se incontrate un ragazzo dagli occhi luminosi, in giro per il mondo con la sua chitarra, e vi piace la sua musica, lasciategli dei soldini. Magari non è il mio Matte, ma avrete aiutato una bella persona.

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