Sono una donna italiana. Non sono interessata alla politica, non seguo un partito. Ma non ce la faccio più a tacere. Questa Italia è marcia. Non so neanche da dove incominciare, mi sembra che non funzioni niente. Ovvio, l’origine di tutto è il Presidente. O forse sono gli italiani.
Gli italiani hanno le prove di tutte le malefatte di Berlusconi, nonostante ciò lo difendono anche di fronte ad accuse indifendibili.
È dimostrato che era in combutta con personaggi appartenenti alla mafia; e noi non ci indigniamo.
È indiscutibile che abbia usato il potere conferitogli dalla posizione lavorativa per eliminare, modificare e creare leggi per il suo tornaconto personale, per evitare processi che altrimenti lo avrebbero portato in carcere; e noi non facciamo un plissè.
È palese che, nonostante sia ufficialmente slegato da Mondadori e Mediaset, ai vertici di queste società ci siano i suoi più stretti familiari; e noi chiudiamo un occhio.
È quindi consequenziale che stampa e tv, ovvero le uniche voci dell’opinione pubblica, siano concettualmente di sua proprietà; e non ci preoccupiamo per la nostra libertà di espressione.
Tutti quelli che hanno osato criticarlo sono stati allontanati dal loro mestiere, oppure sono stati screditati come intera categoria, come i magistrati, i giornalisti e l’opposizione; noi non abbiamo mosso un dito in difesa di nessuno.
È risaputo che la stampa straniera non perde occasione per deriderci, per aiutarci ad aprire gli occhi, per dirci ciò che in Italia è vietato dire, per raccontarci le sue gaffes imbarazzanti; e noi, ciechi, li ignoriamo.
È ovvio che molte donne del mondo politico sono lì solo ed esclusivamente perchè sono passate dal letto di Silvio; e noi riusciamo ancora a pensare di vivere in uno stato dignitoso.
È arcinoto che il premier, invece di attendere a importanti appuntamenti ufficiali come l’elezione di Obama, preferisca trastullarsi con ragazze di ogni età, donando loro gioielli e promesse di aiuto; noi addirittura neghiamo!
Anche quando si permette di insultare il nostro più grande orgoglio, la famiglia, tutto tace.
Pensavo che almeno in questo caso gli italiani sarebbero insorti. Insomma, siamo tutti scesi in campo a difendere la famiglia dagli ipotetici attacchi causati da convivenza, fecondazione assistita e unioni omosessuali, e non muoviamo un dito quando il nostro rappresentante nel mondo ci dimostra che per lui la famiglia vale così poco da preferirle la compagnia di giovani fanciulle sessualmente insaziabili!
Ma a noi italiani, cosa importa? Cosa abbiamo a cuore? Noi ci rispettiamo?
Negli ultimi anni ci sono stati svariati episodi che mi hanno fatto pensare di aver toccato il fondo: l’assenteismo durante il referendum sulla fecondazione assistita, il morboso interesse alla vicenda di Eluana e il totale menefreghismo per la vicenda di Sami Marka Ben Gargi (scommetto che non sapete neppure chi è), l’odioso attacco agli omosessuali, l’indulgenza con cui si perdonano i reati fiscali, l’odio per lo straniero, la venerazione per farabutti come Corona o Lele Mora, l’allontanamento dalla tv di persone degne di stima come Biagi, Luttazi, Santoro, Grillo.
Ogni volta gli italiani si sono fatti guidare dagli interessi più biechi: egoismo, ignoranza, amore per i soldi. E non dal rispetto per il prossimo, dall’educazione e dall’amore.
Infine c’è una categoria di italiani che più di tutte va aiutata: le donne. Noi donne siamo chiuse in una prigione di cui è difficile vedere l’inizio, e di cui non vediamo la fine. Noi donne, criticate perchè passive e non orgogliose, perchè incapaci di unirci per difenderci. Noi donne non possiamo fare niente. Non possiamo dire niente. Non ne abbiamo la forza, l’autorità, la possibilità. Come facciamo a difenderci dalle escort e dalle Noemi, se è a loro che gli uomini regalano ciò per cui noialtre sudiamo? Come facciamo a farci rispettare nella vita di tutti i giorni, se in nostro rappresentante non ci rispetta davanti al mondo intero? Come facciamo a fare le mogli, se il presidente la sua l’ha ignorata, insultata, tradita e alla fine anche screditata? Come facciamo a cercare onestamente un lavoro, se gli uomini di potere si ostinano a chiedere in cambio il nostro corpo? Come possiamo biasimare quelle che mandano giù la vergogna e si concedono, usando l’unica arma che effettivamente ancora abbiamo a disposizione?
Perchè gli italiani non aprono gli occhi e non riconoscono che Silvio non li rappresenta?
Perchè gli italiani non si arrabbiano quando Silvio dice che tutti vorremmo essere come lui? Non è vero! A ognuno di noi dovrebbe fare schifo essere malato di sesso, essere malato di onnipotenza, essere malato di soldi, essere lo sberleffo di tutti i giornali stranieri, essere abbandonato dalla famiglia e circondato da gente che vuole qualcosa in cambio.
Non siamo noi italiani scontenti a dovercene andare da questa Italia. Ci meritiamo un’Italia migliore.
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Ho scritto questo pezzo alla fine del 2009. Più di un anno fa. Siamo ancora qui. Disgustoso.
E se noi donne, tutte insieme, di ogni categoria, scioperassimo? Smettiamo tutte di lavorare, per un giorno: casalinghe, parrucchiere, manager, giornaliste, panettiere, estetiste, psicologhe, dentiste. Tutte.


















