Temporary Blog

voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me

01/08/2010 · Leave a Comment

“Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore,
per i sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore,
il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera. Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e, non tradire la tua anima.

Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni
se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all’argento di una luna piena.

Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.
Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me, e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.

Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti.”

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Matte: io, te e il filo

28/07/2010 · 1 Comment

18.7.2003 Arco della Pace. Concerto gratuito del cornetto Algida. Ci suona Shaggy e quel cretino che aveva storpiato Light My Fire. Sono con la mia migliore amica Valentina. Passano due ragazzi con dei volantini di un concerto fuori Milano. Iniziamo a chiacchierare, sono Matteo e la sua spalla, Marco. Matteo ha un viso familiare. Scopriamo di vivere vicini e di aver frequentato per alcuni anni lo stesso liceo. E abbiamo una passione comune: Dylan Dog. Matteo trasmette energia, ha una luce negli occhi speciale. Il nostro primo appuntamento, al Libraccio a comprare fumetti usati. Quell’estate strana la ricorderò sempre, fatta di telefonate musicali, di giornate rubate, di focaccia a Santa Margherita. Matteo parte per Londra, torna con la matta idea di andare a vivere da solo. Via Savona 10, tante nottate passate a bere e ballare rock&roll, il criceto Pennylane, il ritorno dei figli dei fiori, gli Afterhours, le Vibrazioni, il Jack Daniels.

Poi la vita va come va, ci si allontana, si fanno amicizie diverse, ci si disperde, pur vivendo a meno di 100 metri di distanza.

La tuke però non si è lasciata fermare da nulla.

Febbraio 2010. Torno a casa dall’università in bici, la vita mi sorride, sto iniziando un nuovo percorso e sono piena di energie. Ripenso ai vecchi amici, ma sono bloccata dal farmi risentire, chissà com’è diverso tutto adesso. C’è il sole e ho la musica nelle orecchie  e nel cuore. All’altezza delle Colonne di San Lorenzo con la coda dell’occhio colgo una camminata nota, una fisionomia nota. Matteo! Rivedersi e sentirsi come se questi anni non fossero passati mai. E guarda caso, lui sta andando verso il libraccio e facciamo la strada insieme, entusiasti di esserci ritrovati, condividendo le ultime novità. Poi una birra un paio di sere dopo. Poi un cinemino. Poi un aperitivo con amici, una serata indimenticabile. E tante altre serate importanti, nei momenti fondamentali, altri cinemini, tante bottiglie di vino, Woody Allen, lo specchio. E poi la notte passata a fare le comparse, nella noia delle 3 di notte, aspettando che Ambra finisse la scena, io e te, UP IN THE AIR. E capirsi, condividersi, influenzarsi, godersi.

Abbiamo tessuto un filo speciale.

Poi io parto. Ma nulla cambia. Ormai ci siamo ritrovati, siamo cresciuti e quello che abbiamo costruito in questo periodo è più forte, più speciale e vero. E’ noi. E’ il nostro filo, che ci fa sentire che l’altro ha bisogno di noi, che ci tiene legati nella distanza. Questo è stato il più bel regalo che ci potessimo fare a vicenda, esserci l’uno per l’altro sempre e comunque, e sentire che non c’è bisogno di spiegare questa cosa, che questo sentimento è nostro, ce lo siamo conquistati e niente ce lo può togliere e nulla lo mette in dubbio.

Continuiamo ad esserci l’uno per l’altra. Il tuo compleanno, la tua laurea, la tesi, Sarah, gli ultimi preparativi e finalmente il GRANDE VIAGGIO. Io c’ero.

Matte deve partire. Deve girare il mondo. Deve viaggiare per amare, deve viaggiare per conoscersi, deve suonare. Deve crearsi una famiglia, una rete di fili d’amore attorno al mondo. E’ partito da solo, con un biglietto del treno, la sua chitarra Viorica, la tenda e 300 cd da vendere. E’ partito con un repertorio di canzoni, il suo bel sorriso e la luce negli occhi. E’ partito con le sue speranze, i suoi sogni, la sua amicizia da donare a chi la vuole. E’ partito e io mi sento male. Ma è il suo dovere, io devo accettarlo e supportarlo. Io sono con lui, sempre. Ero lì a salutarlo sulla banchina del treno, ero con lui sul pulmann che lo ha portato a Lione, la testa appoggiata alla sua spalla guardando fuori dal finestrino. Sarò con lui ogni giorno, tra le risate e le note che lo accompagneranno. (matte, te lo dico, sarò meno con te lunedì, quando farai il muratore per fare qualche soldino..ecco, li io ti guarderò da lontano..ahahah). La speranza è di raggiungerlo per fare un pezzo di cammino insieme.

Matte sta scrivendo del suo grande viaggio sul suo blog, pieno di emozioni e di musica: http://cinematteunplugged.blogspot.com/. Seguitelo! E se incontrate un ragazzo dagli occhi luminosi, in giro per il mondo con la sua chitarra, e vi piace la sua musica, lasciategli dei soldini. Magari non è il mio Matte, ma avrete aiutato una bella persona.

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farsi trasportare dalle emozioni

27/07/2010 · Leave a Comment

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Cupcakes @ Magnolia Bakery

27/07/2010 · 2 Comments

I miei primi cupcakes. Cosa mi ero persa….

Questi sono della Magnolia Bakery, di cui vi ho già parlato (sempre bene) qui e qui. Non li avevo mai provato, bloccata dall’evidente ipercaloricità della glassa. Grande errore. Rimedierò, provandoli tutti. Stay tuned.

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Te c’hanno mai mandato a quel paese

26/07/2010 · Leave a Comment

Me saro’ chiesto cento
mille volte
io che non so’
ne’ re ne’ imperatore
che ho ffatto
per trovamme sta reggina
nel letto fra le bbraccia
in fonno al core
e dato si’ che sei cosi’ preziosa
stasera io te vojo
di’ na cosa
te c’hanno mai mannato
a quel paese
sapessi quanta gente che ce sta
er primo cittadino e’ amico mio
tu dije che te c’ho mannato io
e va e va
va avanti tu
che adesso c’ho da fa’…
sarai la mia meta’
ma si nun parti
diventi un altro po’ la mia trequarti
e va e va
nun puoi sape’ er piacere che me fa’…
magari qualche amico te consola
cosi’ tu fai la scarpa
e lui te sola
io te ce manno sola
io te ce manno sola
sola senza de me
gia’ che ce so
me levo st’altro peso
co’ tte che fai il capoccia
e stai piu’ su
te sei allargato troppo
senti a coso
mica t’offendi se
te do del tu
te c’hanno mai mannato
a quel paese
sapessi quanta gente che ce sta
a tte te danno la medaglja d’oro
e noi te ce mannammo tutti in coro
e va e va
chi va con la polenta e baccala’…
io so’ salmone
e nun me ‘mporta niente
a me me piace anna’ contro corente
e va e va
che piu’ sei grosso
e piu’ ce devi anna’…
e t’a ritroverai nel posto giusto
e prima o poi vedrai
ce provi gusto
sto solo scherzando
gussto sto solo cantando
uh sto solo a scherza’ pardon
ma quanno alla mattina
sto allo specchio
c’e’ un fatto
che me bbutta giu’ er morale
io me ritrovo sempre
ar gabbinetto
e me ricanto addosso sto finale
te c’hanno mai mannato a quel paese
sapessi quanta gente che ce sta
cosi’ che m’encoraggio
e me consolo
cor fatto de mannammece da solo
e va e va
che si ce devi anna’
ce devi anna’…
tanto se te anniscondi dietro a un vetro
na mano c’hai davanti e l’altra dietro
e va e va
e’ inutile che stamo a litiga’…
tenemoce abbracciati stretti stretti
che tanto prima o poi
ce annamo tutti
a quel paese
tutti a quel paese
tutti a quel paese
tutti a quel paese
tutti a quel paese
tutti a quel paese la’

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Brooklyn Bridge Park Free Movie

24/07/2010 · 1 Comment

Altra figata della New York estiva. Prendetevi una mezz’ora e attraversate il ponte. E’ sempre un’emozione. Qui ha NY le emozioni sono forti, le gioie sono intense, le tristezze sono corrosive.

D’estate, nel parco che si trova sotto il Brooklyn Bridge proiettano film cult.

Come il concerto a Prospect Park, l’energia della folla, accalcata sul prato per vedere il film, è contagiosa. Questa sera il film è The Big Lebowsky, dei fratelli Coen; uno di quei film che o capisci o non ti piace, e che sicuramente è più difficile da capire in inglese. Io mi sono addormentata, la location era da urlo: nel prato, le stelle in cielo e la vista su Manhattan e il Brooklyn Bridge.

Sul sito del parco c’è il calendario dei prossimi film..il 19 agosto ci saranno i Blues  Brothers! Adoro New York!!

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Bryant Park

24/07/2010 · 2 Comments

La facciata della Public Library sulla 5°Ave, purtroppo, è in ristrutturazione. Ma nulla impedisce di entrare e farsi un giro tra le scalinate di marmo e le sale di legno, che a me ricordano sempre il matrimonio non celebrato di Carrie.

Queste sale immense, dense di cultura nel cuore dela città pulsante, fanno viaggiare la mia fantasia.

Usciti dalla Library, eccoci a Bryant Park. Dove da maggio a settembre si susseguono una lunga serie di eventi:  una mattina e un pomeriggio  alla settimana c’è la lezione di yoga GRATIS! In altri giorni c’è anche la lezione di Tai Chi, oppure quella di knittinig!! Le serate si dividono tra gli show di  Broadway che vengono trasmessi su uno schermo gigante e i film d’annata. Settimana prossima vado a vedere Monty Phyton, vi dirò com’è.

Stupendo stare seduti a bordo parco osservando i culi ondeggianti.

Mangiandosi una Lemon Tart di Le Pain Quotidian. Divisa in due, perchè siamo a dieta!

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Staten Island Ferry

24/07/2010 · Leave a Comment

Della serie: i Fondamentali.

Ve lo dico subito: la statua della libertà potete saltarla. Basta vederla da lontano, farle due foto, e that’s it. Invece non si può saltare il giro in traghetto, tanto più se è GRATIS!!!

Il traghetto è lo Staten Island Ferry, parte da downtown, nel pressi di Battery Park e raggiunge Staten Island, l’isola di fronte a Manhattan, dove non c’è niente di memorabile, ma da cui si gode di uno dei più bei panorami della città.

Il traghetto è gratuito, nasce come servizio per i pendolari che vivono a Staten Island e lavorano a NYC. Ci sono traghetti ogni ora, ogni giorno, 24 ore su 24. Il viaggio dura 25 minuti, poi bisogna scendere e prendere quello per tornare. All’andata consiglio di stare sul lato destro, per scattare innumerevoli foto alla statua della libertà.

Posto che ogni momento è buono per ammirare lo skyline, l’attimo racchiuso tra l’ultimo sole prima del tramonto e l’oscurità luminosa della notte newyorkese è spettacolare. Lascia senza fiato, abbacinati dall’enormità dell’oceano, sormontato dalla signora della libertà e dalle luci della città più bella del mondo.

Per gli amanti di Sex&theCity, ricordo un’episodio in cui le ragazze vanno con il traghetto a Staten Island perchè Carrie doveva fare da giudice di bellezza in una competizione tra pompieri. Decisamente una puntata hot. Samantha dà il meglio di sè.

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Un momento d’estate

24/07/2010 · Leave a Comment

Passerò pensando a te questa estate
scrivendoti tutto di me e con un bacio amor
ogni giorno la lettera sigillerò.

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NewYork d’estate

20/07/2010 · 2 Comments

New York d’estate è calda. Caldissima. Ma anche attiva, a differenza delle città italiane che entrano in letargo. Piena di eventi, gratuiti e non. Negozi tutti ovviamente aperti. Un sacco di gente. Viva, in altre parole. Pulsante, eccitante, a portata di mano.

L’altra sera sono stata ad un concerto gratuito di musica classica in un parco di Brooklyn:

Concerts in the Parks – Prospect Park, Brooklyn

Friday, July 16, 2010 at 8 PM

New York Philharmonic
Andrey Boreyko, conductor
• Tchaikovsky – Polonaise from Eugene Onegin
• Bernstein – Symphonic Dances from West Side Story
• Prokofiev - Romeo and Juliet (selections)
L’atmosfera era assolutamente positiva, mi sono stupita di vedere quanta gente rilassata fosse li a fare picnic e a rilassarsi, con la musica classica come sottofondo, mi sono immaginata come potesse essere stato psichedelico woodstock. Ogni tipologia di persone, famiglie con bimbi, ragazzi con la chitarra per dopo, coppie a lume di candela, single in cerca dell’anima gemella.
Sul sito del concerto consigliano una lista di cose da portarsi, si arriva nello spiazzo con la proprio copertina, la propria cena, ci si sdraia e ci si rilassa. Magari si dorme, magari si sogna, magari ci si risveglia al rumore dei fuochi d’artificio finali che hanno lasciato tutti senza fiato.
Things to Bring:
  • Food and drink (alcohol is generally tolerated, but there are police around, so keep it low-key)
  • Candles (it gets dark as the night goes on and it can be difficult to see your companions)
  • Jacket or Sweater (after the sun sets, the temperature can drop and you’ll be happy to have it)
  • Bug spray to keep mosquitoes away (citronella candles can also do double duty)
  • Balloons are a good way to help you find your friends (cell phones work too) [Please dispose of your balloons in the trash -- releasing them into the air is essentially littering and can be harmful to wildlife.]
  • Blankets to sit on (a plastic garbage bag makes a great liner between your blanket/beach towel and the moist ground)

La cosa bella secondo me è che qui è tutto easy. Insomma, è musica classica, ma non c’è bisogno di essere cervelloni per godersela, non c’è bisogno di avere le perle al collo e di sedere nelle poltrone di velluto della Scala. Una candela e un parco sono il posto perfetto per  farsi entrare la musica dentro e lasciarsi vivere.

Sono molte altre le attività gratuite, dal cinema a Bryant Park a un classico ma sempre d’effetto…tramonto da Staten Island!

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