Temporary Blog

Entries categorized as ‘Food’

La Maison du Chocolat

06/08/2010 · Leave a Comment

Uno di quei posti dove si capisce perchè la gola è uno dei peccati capitali. Il regno del cioccolato, declinato in cioccolatini, tortine, cakes, mini bites e i famigerati macarons.

lampone e cioccolato

pistacchio e cioccolato

cioccolato e cioccolato

passion fruit e cioccolato (laddove il confine tra gola e lussuria diventa labile)

La cioccolateria ha 3 sedi a NY, una nel Rockfeller Center, una nell’Upper East Side e una, turisticamente comodissima, proprio a Wall street:

Wall Street
63 Wall Street
NY 10005 New-York

Opening hours:
Monday-Friday: 9:30 AM – 7:00 PM
Saturday: 10AM – 6 PM

Categories: Food · New York
Tagged: , , , ,

Cupcakes @ Magnolia Bakery

27/07/2010 · 2 Comments

I miei primi cupcakes. Cosa mi ero persa….

Questi sono della Magnolia Bakery, di cui vi ho già parlato (sempre bene) qui e qui. Non li avevo mai provato, bloccata dall’evidente ipercaloricità della glassa. Grande errore. Rimedierò, provandoli tutti. Stay tuned.

Categories: Food · New York
Tagged: , , , ,

Saltimbocca alla romana

09/07/2010 · 2 Comments

La cucina romana è una delle cucine regionali italiane che  preferisco, con riferimento in particolare ai vari sughi: la gricia, la carbonara, l’amatriciana, la cacio&pepe, e chi più ne ha più ne metta. Quando si va a Roma è facile mangiare bene spendendo poco, e credo che un pasto che concilia queste due qualità sia il pasto perfetto. La cucina romana è popolare, fatta di ingredienti semplici e saporiti, tendenzialmente di produzione locale.

Anche se preferisco le paste, mi sono capitate tra le mani delle fettine di vitello, e in men che non si dica ne abbiamo tirato fuori dei deliziosi saltimbocca all’americana, con l’aggiunta del formaggio alla versione originale.

Quindi, ingredienti:

fettine di vitello

Fettine di formaggio svizzero

Salvia (dall’orto), fondamentale per quel profumo speciale

Fettine di prosciutto (noi abbiamo usato il cotto, qui il crudo è più difficile da trovare)

Assemblare le fettine così: vitello+formaggio+prosciutto+salvia+stuzzicadenti per tenere tutto unito. Ne esistono due versione, quella a involtino e quella, più pratica quando le fettine di vitello sono spesse, a strati.

Noi le abbiamo fatte soffriggere nell’olio, ma sospetto che la versione originale sia col burro. Ci piace essere originali, e la diatriba burro versus olio è sempre aperta, già dai tempi del risotto alla zucca.

E ora fateveli saltare in bocca!

Categories: Food
Tagged: , , ,

Happy 4 of July – Independence Day

04/07/2010 · Leave a Comment

Eccoci alla festa nazionale per eccellenza, la festa delle feste americane, dove il patriottismo si spreca e tutto è blu bianco e rosso, come la festeggiata bandiera. Si commemora la dichiarazione d’indipendenza, avvenuta appunto il 4 luglio 1776, con la quale le colonie si affrancarono dall’Inghilterra. Qui si festeggia con picnic, barbecue, commemorazioni, parate e fuochi d’artificio. Noi, per entrare nello spirito della festa ma senza perdere di vista la nostra non americanità abbiamo fatto una cena con la famiglia della nostra vicina, che è mezza americana e mezza ecuadoregna.

Quindi il menù prevedeva:

il tricolore italiano per eccellenza, la caprese!

qualche americanata: pollo (adorano il pollo gli americani!) e pannocchie, con tanto di bandiera anche a tavola

Guacamole!

Sono particolarmente orgogliosa del guacamole perchè l’ho cucinato io, per la prima volta.

Il dessert lo trovate qui, e immaginatelo immerso nella panna fresca….

Categories: Food
Tagged: , , ,

Lemon Bundt Cake

04/07/2010 · Leave a Comment

Una ricetta in inglese, perchè viene dalla mia vicina di casa, che l’ha copiata da Cook’s Illustrated.

You will need between five and six tablespoons of lemon juice for this recipe. Because the amount of juice can vary from lemon to lemon, we suggest you first measure the juice from the three lemons you have zested, then juice a fourth lemon if necessary. Serve this cake as is or dress it up with lightly sweetened berries. The cake has a light, fluffy texture when eaten the day it is baked, but if well wrapped and held at room temperature overnight its texture becomes more dense—like that of pound cake—the following day.

Ingredients

3 lemons , zest grated and saved, then juiced for 3 tablespoons juice (see note above)

3 cups unbleached all-purpose flour (15 ounces)

1 teaspoon baking powder

1/2 teaspoon baking soda

1 teaspoon table salt

1 teaspoon vanilla extract

3/4 cup low-fat buttermilk (preferably)

3 large eggs , at room temperature

1 large egg yolk , at room temperature

18 tablespoons unsalted butter (2 1/4 sticks), at room temperature

2 cups sugar (14 ounces)

Glaze

2 – 3 tablespoons fresh lemon juice (see note above)

1 tablespoon buttermilk

2 cups confectioners’ sugar (8 ounces)

Instructions

  1. 1. FOR THE CAKE: Adjust oven rack to lower-middle position; heat oven to 350 degrees. Spray 12-cup Bundt pan with nonstick baking spray with flour (alternatively, brush pan with mixture of 1 tablespoon flour and 1 tablespoon melted butter). Mince lemon zest to fine paste (you should have about 2 tablespoons). Combine zest and lemon juice in small bowl; set aside to soften, 10 to 15 minutes.
  2. 2. Whisk flour, baking powder, baking soda, and salt in large bowl. Combine lemon juice mixture, vanilla, and buttermilk in medium bowl. In small bowl, gently whisk eggs and yolk to combine. In standing mixer fitted with flat beater, cream butter and sugar at medium-high speed until pale and fluffy, about 3 minutes; scrape down sides of bowl with rubber spatula. Reduce to medium speed and add half of eggs, mixing until incorporated, about 15 seconds. Repeat with remaining eggs; scrape down bowl again. Reduce to low speed; add about one-third of flour mixture, followed by half of buttermilk mixture, mixing until just incorporated after each addition (about 5 seconds). Repeat using half of remaining flour mixture and all of remaining buttermilk mixture. Scrape bowl and add remaining flour mixture; mix at medium-low speed until batter is thoroughly combined, about 15 seconds. Remove bowl from mixer and fold batter once or twice with rubber spatula to incorporate any remaining flour. Scrape into prepared pan.
  3. 3. Bake until top is golden brown and wooden skewer or toothpick inserted into center comes out with no crumbs attached, 45 to 50 minutes.
  4. 4. FOR THE GLAZE: While cake is baking, whisk 2 tablespoons lemon juice, buttermilk, and confectioners’ sugar until smooth, adding more lemon juice gradually as needed until glaze is thick but still pourable (mixture should leave faint trail across bottom of mixing bowl when drizzled from whisk). Cool cake in pan on wire rack set over baking sheet for 10 minutes, then invert cake directly onto rack. Pour half of glaze over warm cake and let cool for 1 hour; pour remaining glaze evenly over top of cake and continue to cool to room temperature, at least 2 hours. Cut into slices and serve.

    Perfetta servita con un bicchiere di te.

Categories: Food
Tagged: , , ,

Riso salmone, zucchine e timo

03/07/2010 · 6 Comments

Può capitare di cucinare solo per distrarsi da un pensiero triste. Cucinare tiene occupata la mente. Anche pulire casa. E ascoltare musica allegra. Questa settimana ho trasformato un appartamento in un ambiente sterilizzato, ascoltando a ripetizione “Ci bastan poche briciole”, la mia personale canzone della felicità. E ho cucinato questo riso in insalata, perfetto per la stagione calda.

Ingredienti per 4 persone:

420 gr di riso basmati

600 gr di zucchine

260 gr di salmone affumicato

olio

2 limoni

timo fresco

aglio

sale e pepe

Tagliare le zucchine in due per il lungo e quindi ancora in due, poi affettatele sottili, ottenendo dei quartini di fetta. Soffriggeteli in olio d’oliva dove prima avete fatto dorare qualche spicchio d’aglio. Tagliare il salmone a pezzetti, spremere i due limoni e pulire il timo conservando tutte le foglioline.

Cuocere il riso e condirlo con tutti gli ingredienti, fatelo raffreddare e prima di servire versate l’olio per ravvivarlo, e  una spruzzata di pepe.

Perfetto innaffiato con lo champagne  :)

Categories: Food
Tagged: , ,

Ricordi di Tampa

26/06/2010 · 2 Comments

Ovvero la città più assorbente degli Stati Uniti :) Altrimenti nota come la capitale statunitense dei fulmini. Il clima è tropicale, caldo afoso caldissimo, aria condizionata a manetta, piogge improvvise e potenti.

Ecco il filetto di Ruth’s Chris. Morbido come il burro, saporito come il burro aromatizzato. Una garanzia.

Categories: Food
Tagged: , , , , ,

I ♥ YOU

14/06/2010 · Leave a Comment

* Lemon Square@MagnoliaBakery

** Brownies@Financier

Categories: Food
Tagged: , ,

Reina Pepiada y Arepas

07/06/2010 · 1 Comment

La ricetta delle arepas, piatto base della cucina venezuelana,  l’ho già scritta qui. Come avevo già spiegato, i venezuelani le mangiano a colazione, farcite in modi diversi. Il ripieno più semplice da preparare è il perrico, ovvero uova strapazzate, cipolla e pomodoro, ma il mio preferito è la reina pepiada, ovvero pollo e una guacamole speciale.

Questa ricetta prende il nome dalla prima regina di bellezza venezuelana, Susana Dujim, che vinse il titolo di Miss Mondo nel 1955.  Il gestore di una arepera nel centro di Caracas, contento per la vittoria della connazionale, fece costruire nel locale un altarino in suo onore e ci mise una bimba vestita da reginetta. Un uomo incuriosito passò a chiedere per chi fosse l’altare e quando seppe che era dedicato a Susana Dujim dichiarò di esserne il padre e voler portare lì la figlia a mangiare al più presto. Quando Susana andò a mangiare lì le fu offerta un’arepas con pollo e avocado, e il gestore del locale proclamò che avrebbe dato il nome Reina a quel ripieno. Aggiunse anche l’aggettivo Pepiada, che significa formosa. Ed ecco quindi la deliziosa “Reina Pepiada”

Per preparare le arepas c’è sempre l’indispensabile Harina Pan.

Queste arepas sono bellissime, mica come il mio tentativo di qualche mese fa. Non le ho fatte io, sia chiaro.

Per preparare queste rotondità perfette ci vogliono anni e anni di colazioni a base di arepas e comunque è qualcosa che uno ha nel sangue, come i brasiliani hanno la samba e gli svizzeri la puntualità.

Perrico e reina pepiada.

Sono restia a divulgare la ricetta di questa delizia, però mi sembra giusto dopo avervi fatto venire fame con queste foto.

Reina Pepiada – le proporzioni non le so, si fanno un po’ ad occhio e a lingua

pollo

avocado

limon (quello verde, che noi italiani chiamiamo lime)

cipolla

aglio

maionese

sale

Bollire il pollo in acqua e aromi (qualche foglia di alloro, semi di cumino). Quando è cotto, lasciarlo raffreddare 5 minuti e poi sfibrarlo. Non so bene come chiamare questo procedimento; in pratica bisogna spezzare il pollo e sfibrarlo, tirando i piccoli fili di pollo che si formano naturalmente.

A parte bisogna frullare una cipolla, uno spicchio di aglio e l’avocado. Poi aggiungere un paio di cucchiai di maio. Il succo di un limon. Poi si assaggia, il tutto deve essere denso e cremoso, dolce e acidulo. Simile alla guacamole, ma meglio.

Quando la crema è pronta la si mescola al pollo, amalgamando bene, e si serve fredda.

Le arepas si servono belle calde, si tagliano a metà e si riempiono di deliziosa Reina. Sono decisamente più buone se gustate in compagnia!

Chevere cambur!!!

Categories: Food
Tagged: , , , ,

Tartare di manzo

05/06/2010 · 2 Comments

La leggenda vuole che il nome di questa ricetta venga dai popoli nomadi dell’Asia Centrale, chiamati dagli occidentali “Tartari”. Queste popolazioni erano solite mettere i pezzi di carne delle bestie appena cacciate tra la sella e il dorso delle cavallo, affinchè il galoppo e la pressione (e il sudore, aggiungo io) rendessero la carne più morbida e saporita.

Tartare di manzo:

carne trita

succo di limone

olio

sale e pepe

senape

salsa worcester

1 tuorlo

capperi e cipolla cruda (a piacimento)

Mettere la carne in una ciotola e aggiungere 4 cucchiai di succo di limone, l’olio, la salsa Worcester. Regolare di sale e pepe e mescolare delicatamente.
Lasciare riposare la tartara qualche minuto prima di servire ma non superare i 30 minuti per non “cuocere” la carne. Tenere in frigorifero fino al momento di servire.

Volendo essere super chic una volta servita la carne si fa un vulcano nel centro e ci si sguscia il rosso dell’uovo, che poi va mescolato per bene. Secondo me questa pratica appesantisce un piatto di per sè fresco e estivo.

Categories: Food
Tagged: , ,