Questa è una di quelle che storie a cui nessuno crederà. Ma è vera.
Il mio portatile, oggi, sabato 9 gennaio, ha deciso di creare problemi. È divertente notare come si tenda ad attribuire una personalità e delle intenzioni ad un oggetto; però devo ammettere che il computer sembra vivere di vita propria, a volte. E sicuramente, è uno strumento del diavolo.
Ho acceso il computer, vado a fare pipì, torno, e il pc non è partito. Boh. Spengo e riaccendo. Dopo dieci secondi il silenzio è squarciato da un lacerante BI BI BIIIIIIP. Molto minaccioso. Io scoppio a piangere. Ovvia reazioni isterica di chi mantiene metà delle sue relazioni sociali attraverso il pc (mio padre, il mio ragazzo, molti amici lontani) e di chi sta scrivendo una tesi, con il suddetto pc.
Inizio ad accenderlo e spegnerlo, a parlargli, a ricattarlo. Ho pensato se potesse avere un senso dire una preghierina. Ho resisito. Ho chiamato Giuppi, che è a Madrid, sempre piangendo, dando a lui e all’universo la colpa di tutto. Nel frattempo, tra l’altro, Facebook sul cellulare non funzionava. Il mondo informatico si stava ribellando contro di me. Riuscite a immaginare le proporzioni della tragedia?
Le provo tutte: togli l’alimentatore, poi togli la batteria, poi rimettili, e accendi. Niente. Togli la batteria, lascia l’alimentatore, e accendi. Niente. Spegni tutto, stacca tutto, tieni premuto il tasto di accensione per 60 secondi, poi accendi. Niente. A quel punto, sempre tra le lacrime, ho iniziato a sfottere Giuseppe e chiedergli se non era il caso di fare tre inchini alla luna o qualcosa di simile.
Disperata, ormai certa di aver perso tutto, inizio a chiamare mia mamma per convincerla ad andare a comprare un computer ora. Nel tormento, accendo la tv e guardo Verissimo, sperando che la Toffanin incinta mi risollevasse il morale. Niente. (Be ma per forza, dopo aver sentito “è il ciuffo rock and roll più folle d’Italia..Little Tony” uno come fa a non ammosciarsi?)
Giuppi mi richiama: “Forse c’è un sistema. È un po’strano. Però su internet dicono che funziona. Proviamo. Devi prendere il pc, acceso, e metterlo dentro il piumone, come un fagotto, in modo che le ventole non funzionino e il tutto si surriscaldi.”
Alice: “….????”
Giuseppe: “si si, in pratica c’è un pezzo nel portatile che si è dissaldato e forse scaldando il pc si auto- salda”
Alice: “gli devo pure cantare la ninna nanna?”
Giuseppe: “Ah, cosa importante. dov’è l’estintore?”
Alice: “è davanti all’ascensore….ma perchè?”
Giuseppe: “eh..potrebbe prendere fuoco..facci attenzione eh”
Inutile descrivere il mio scetticismo. Aspettiamo mezz’ora. Ormai non so più se piangere o ridere, perchè la situazione è sgradevolissima ma anche ridicola.
Accendo.
Parte.
Giuro, è partito!!!! La prossima volta io e il pc andiamo in pellegrinaggio da Padre Pio, e non ditemi più che l’informatica è una scienza sicura!